Mi stupisco di come certe notizie sulla fine del mondo e sul 2012 vengano date alla ribalta come “miracolose” o “sensazionali scoperte” quando invece a mio avviso si tratta palesemente di operazioni commerciali volte a vendere un libro in più.
In particolare è apparsa negli ultimi 2 giorni una notizia su un geografo sardo arso nel 1571 per volere della santa inquisizione.
E sembra che questo cartografo ne sapesse abbastanza sulla fine del mondo e su come e quando predire la fatidica data. Ne ha data notizia anche Affari Italiani qui.
Facendo qualche ricerca in più su Internet si scopre invece che si tratta, a mio avviso, di una semplice operazione commerciale per promuovere i libri della trilogia scritta da Sigismondo Panvini.
Sigismondo Panvini (Palermo, 1950) è laureato in Scienze politiche e sociali, dottore commercialista, ed è stato consulente della commissione regionale antimafia. Ha pubblicato opre a tema giuridico e finanziario.
Ha scritto 3 libri che costituiscono La trilogia del Tempo e questi sono i romanzi che la compongono con le relative trame:
Il tempo della fine
E’ il primo libro della trilogia e narra il dialogo tra Arquer, geografo cagliaritano poi messo al rogo nel 1571, e l’agostiniano Onofrio Panvinio.
Il dialogo si svolge nel carcere di Toledo nel 1567 e svela la ciclità della distruzione del mondo.
I pochi iniziati che riescono a leggere la bellezza della matematica, dice Arquer, troveranno nella lettura della Bibbia “il codice segreto” per sapere la data della prossima distruzione e un’elite ristretta di persone sta lavorando a ridurre la popolazione presente nel pianeta come da disegno originario.
Geometria del male
In questo secondo libro si racconta di un fitto intreccio tra indagini antimafia e ordini templari che portano il protagonista del romanzo alla ricerca delle spoglie mortali di Cristo.
L’ingagine prosegue con la scoperta del legame tra mafie attuali, antichi ordini monastici e le finalità precise che hanno ancora oggi questi gruppi. Mentre si affaccia nel romanzo la storia di popolazioni diverse che condividono una stessa origine: essere venute dal Mediterrano.
Generati dalla Luce
racconta invece di una ragazza viene tratta in salvo da alcuni pescatori delle Egadi. La ragazza, incinta ma illibata, parla solo greco. E’ fuggita dell’isolotto della Formica, di fronte a Trapani dove sembra risiedere una comunità misteriosa.
Allora perché dare tanto risalto a una notizia che andando a fondo trovi essere priva di fondamento, anzi. C’è scritto a chiare lettere che si tratta di romanzi nella pagina dell’autore ?